iniziative!

Oui, se puede

 

La doppia sfida di Bertinotti «Stavolta la sinistra si gioca tutto». In un forum con il manifesto leggi...

la sinistrarcobaleno

Titti De Simone, 38 anni, siciliana, deputata uscente di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
è la capolista alla Camera di SinistraArcobaleno in Basilicata.

C’è una rabbia in questa città che non si ferma in questa città. Non si ferma in questo stato e non si ferma in questo paese. E sicuramente non si ferma in un’urna elettorale, ma se una persona si unisce con un’altra, nella sua terra, nella sua comunità, e si unisce con altre comunità, allora si possono cacciare gli sfruttatori, i delinquenti, e tutti quelli che ci rubano il futuro. Noi sogniamo questo, noi sogniamo che questa terra sia la nostra terra.

 

Alle donne e agli uomini di Basilicata

vi rivolgiamo un appello per il voto alla Sinistra l’Arcobaleno, la formazione politica che riunisce le anime dei movimenti e dei partiti dalla parte del lavoro,  dell’ambiente, della pace e dei diritti civili di tutti e tutte.

Ci rivolgiamo in particolare a quanti, pur aderendo ai valori di libertà, dignità e solidarietà, che sono propri della sinistra, si sentono oggi delusi e distanti dalla politica e spinti all’astensione, da una legge elettorale di palazzo che toglie ai cittadini la libertà di esprimere le proprie preferenze.

Contro questa logica, la Sinistra l’Arcobaleno di Basilicata candida due donne capolista per riaffermare il senso della politica come luogo di partecipazione e di innovazione sociale e per dare voce alla domanda di futuro, di speranza e di pace. Siamo gli unici a farlo, ed è una bella differenza!!!

Ambiente e Lavoro sono i primi obiettivi del nostro impegno per una regione come la Basilicata, esposta allo scempio del territorio, alla fuga di tanti giovani e alla rassegnazione di quelli che restano, alla ricerca di un Santo in Paradiso.!!!

La lotta alla precarietà e per la dignità e sicurezza sui posti di lavoro è la vera politica per le famiglie, sia per chi le tira avanti sia per chi desidera liberamente costruirle su un principio di amore e di rispetto.

E chi tira avanti sono soprattutto le donne, e le giovani donne in particolare, spesso mortificate con la violenza e discriminate sia nell’accesso e sul posto di lavoro e sia nel livello di retribuzione, anche quando hanno conseguito un livello di istruzione comparabile se non addirittura superiore ai loro coetanei maschi.
Sulla sensibilità e disponibilità delle donne grava un lavoro prezioso e non riconosciuto (dalla raccolta differenziata alla cura dei più deboli, inclusi gli anziani e i bambini). Una politica in favore delle donne non si può limitare a compensazioni di reddito ma nella creazione intorno a loro di una rete di servizi reali (asili, consultori, scuole a tempo pieno) che diano loro maggiori spazi di vita, di libertà e di espressione.

Il contributo che, in quanto donne, possiamo dare alla affermazione di una sinistra unita e plurale è un opportunità per aprire spazi di libertà e di partecipazione per tutti.
Di questo il nostro paese ha bisogno e per questo noi non corriamo da sole.

Rosa Rivelli e Titti De Simone

IL 13 e 14 APRILE 

sinistrarconbaleno

 

 

11 Marzo 2008
Appunti per la Sinistra dei Giovani…

A milioni di ragazze e ragazzi è stato nel nostro paese sottratto il futuro, a questa generazione oggi il proprio futuro va subito restituito. La precarietà è divenuta non solo condizione del lavoro, ma condizione della vita: l’assenza di certezze unita e mescolata alla totale assenza di diritti nel lavoro e nell’accesso ai principali elementi della cittadinanza, ci consegnano oggi l’impossibilità per milioni di giovani di realizzare i propri progetti.
Per la prima volta dal dopoguerra, la speranza è stata rovesciata: per i figli si prepara un futuro peggiore dei padri e delle madri, peggiore in termini di diritti, tutele, condizioni economiche e qualità della vita.
Ci hanno chiamati bamboccioni, ma nessuno si è chiesto veramente perchè moltissime ragazze e ragazzi sono costretti a rimanere a casa dalle proprie famiglie. Perché è praticamente impossibile in Italia realizzare un progetto di vita autonomo: la mancanza di lavoro, e la precarietà del lavoro che c’è, impediscono, per esempio, di accedere ad un mutuo per la casa, di investire sulla propria creatività e sulle proprie capacità, di dare seguito al proprio percorso di studio. Dal Mezzogiorno è ripresa l’emigrazione dei giovani, sfuggono ad una condizione endemica di non lavoro, di precarietà e di sfruttamento. Per trovare adeguata valorizzazione spesso le nostre energie migliori sono costrette ad emigrare all’estero. Provano a sfuggire ad una economia ed una politica che hanno smesso di riporre fiducia nel talento delle giovani generazioni. Questo paese rincorre il profitto oggi e dimentica la qualità dello sviluppo di domani: nei luoghi della formazione e della ricerca, e in quelli del lavoro, le nuove generazioni sono messe ai margini, sottopagati e sottovalutati da una gerontocrazia che controlla i poteri, rende il paese immobile e impedisce l’innovazione.
Per questo una sinistra all’altezza del tempo presente riconosce come centrale l’esistenza di una questione generazionale e si candida a ricostruire il futuro sottratto alle nuove generazioni e con esso il futuro di questo paese.

1 Mai più precari!

2 Liberi di sapere, liberi i Saperi!!

3 Il domani della nostra Terra!!

4 Scelgo Io! Politiche per nuove libertà.

5 Una casa per essere indipendenti!!

6 I diritti non sono favori: Antimafia Sociale!!

7 Allarga il tuo spazio!!

8 Antifascisti perchè Liberi!!

9 Liberi Tutt*

10 La democrazia del futuro: quella digitale!!

 

 

 

Presentato il programma de La Sinistra l'Arcobaleno scarica il PROGRAMMA - per leggere una sintesi. clicca e leggi...

clicca per ascoltare l'appello

Appelli per... UNA SCELTA DI PARTE.

Dichiarazione di TITTI DE SIMONE – capolista alla Camera per LA SINISTRA L’ARCOBALENO - POTENZA, 3/04/2008

I tagli degli organici nella scuola introdotti con l'ultima finanziaria si stanno abbattendo con effetti devastanti sulla scuola pubblica. Sono i frutti avvelenati di scelte politiche fortemente volute dai "rigoristi" del Ministero dell'economia, avallate dalle forze politiche di maggioranza che oggi sono confluite nel Partito Democratico, contrastate, purtroppo senza successo, dalle sole forze della sinistra.
Tra le regioni più colpite, particolarmente drammatica si presenta la situazione della Basilicata per una serie di motivi, non tutti riconducibili all'arida logica dei numeri.
Intanto la stima dei posti da tagliare sfiora le 500 unità, una quantità elevatissima a fronte delle piccole dimensioni della regione e della sua particolare conformazione geo-orografica, con forte presenza di piccoli comuni in territori montani. Il fatto, però, è che un così elevato numero di posti è il frutto di un calcolo teorico del Ministero della pubblica istruzione, basato su una previsione di calo di iscrizioni di circa il doppio di quanto poi non si sia effettivamente verificato.
Ma altri elementi di incertezza - e di forte preoccupazione per le sorti del servizio scolastico in Basilicata - sono generati dall'ingiustificabile atteggiamento del dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale, dott. Inglese.
Ad oggi, nonostante ripetute sollecitazioni da parte di tutte le organizzazioni sindacali, il dirigente continua a non fornire i dati sulla costituzione degli organici, lasciando intravedere una volontà di attuare i tagli interamente in organico di diritto, malgrado il Ministero abbia dato indicazione alle proprie strutture periferiche di ripartire gli stessi tagli per circa la metà sull'organico diritto e per il resto su quello di fatto. Si tratta di un atteggiamento che si spiega solo con la volontà di prendere tempo fino allo svolgimento delle elezioni per poter adattare, poi, le proprie scelte al nuovo quadro politico.
Evidentemente il dott. Inglese è molto più preoccupato del suo destino di dirigente che delle sorti della scuola pubblica in Basilicata, delle esigenze dei cittadini che la frequentano e della condizione dei lavoratori che ci operano!
A questo punto è necessario che ciascuno dei soggetti coinvolti in questa assurda vicenda si assuma le proprie responsabilità. A partire dal Ministro Fioroni, che non può continuare ad utilizzare per la costituzione degli organici numeri clamorosamente smentiti dai dati reali.
Allo stesso tempo è necessario che il dirigente regionale convochi le organizzazioni sindacali, fornisca immediatamente tutte le informazioni in suo possesso e si impegni ad operare tempestivamente nel rispetto delle indicazioni ministeriali.
La scuola pubblica deve essere tutelata, i cittadini e i lavoratori della scuola hanno bisogno di certezze e di garanzie adeguate.

 

EcoTv

 

LE INIZIATIVE ELETTORALI

FUORISEDEDIPARTE

I GIOVANI COMUNISTi/e DI POTENZA

RIFONDAZIONE Potenza

RosaRivelli

AltrAtella

PRC Ferrandina

PiazzArcobaleno

gdsVulture

 

 

TITTI E LA SFIDA LUCANA scarica la pagina de il Quotidiano

"Sono felice di poter rappresentare per la Sinistra quella domanda di futuro e di speranza che viene dal Sud Italia, specialmente dai giovani e dalle donne di cui sento la forza e l'amore, per un riscatto dallo sfruttamento e dal clientelismo politico affaristico che ha solo saccheggiato questo territorio senza restituire niente alla sua gente. Dalla Basilicata, come dalla Sicilia, riparte con le donne una grande battaglia per i diritti, sociali e civili, per il lavoro e l'ambiente, contro il furto di futuro che colpisce decinedi migliaia di ragazze e ragazzi che lasciano la propria terra ogni anno per una precarietà senza fine in qualche città del nord. Si può ricominciare a sognare, anche sotto il peso di tanto dolore e tanta ingiustizia? Vorrei che si parlasse di questo, invece delle solite promesse che i partiti fanno e che poi sono  disattese. Mentre le multinazionali si arricchiscono (vedi Eni e affare del petrolio) in Basilicata i giovani fuggono perché non c'è lavoro, l'ambiente viene danneggiato. E' la metafora più amara del Mezzogiorno. Io penso che c'è bisogno di un cambiamento reale, e credo che la Sinistra Arcobaleno rappresenti senza ambiguità questa domanda di cambiamento, che è quella di tante lotte fatte sul territorio, da Melfi a Scanzano. Ci presentiamo con queste ragioni e in Basilicata con due donne capolista sia alla Camera che al Senato. Siamo gli unici a farlo perché siamo una bella differenza". Titti De Simone

ELEZIONI: IL CONFRONTO IN BASILICATA - POTENZA, 19 MAR - Titti De Simone, candidata alla Camera per la Sinistra Arcobaleno, ha detto che ''c'e' un modo concreto per mettere fine alle legittime preoccupazioni del personale della scuola rispetto agli annunciati tagli di classi, scuole e cattedre: il Ministro alla Pubblica istruzione firmi il decreto per l'immissione in ruolo di almeno 50 mila docenti precari e di almeno 20 mila precari Ata, secondo l'impegno assunto e sostenuto dalla sinistra con la Finanziaria 2007. segue

INCIDENTI LAVORO: Zipponi-De Simone, NO ALIBI SERVE VIGILANZA

«Omicidio evitabile!»
Il capitalismo italiano è così: la sicurezza sul lavoro non vale niente, quello che conta è come fare i soldi ed evadere le tasse. Chi si opporrà a questi signori dopo la vittoria di Berlusconi, Veltroni e Calearo?

28/02/2008 Titti De Simone ospite di EcoTv

11/03/2008 - Alla nostalgia fascista si risponde con più Sinistra

   

Judith Butler: «Più laicità? Diventiamo più queer»- La teorica femminista e lesbica, tra le maggiori allieve di Foucault, interviene da Parigi e dice ai movimenti antiautoritari come non cadere nella rete dell'omologazione: rinuncia delle identità e fine della contrapposizione tra occidente e oriente. segue


E' un clima culturale avvelenato Noi vogliamo parlare delle nostre vite, anzi vorremmo invadere la politica di vite, di corpi, di desideri, di libertà di Titti De Simone da Liberazione del 19/02/2008 puoi leggerlo nella sezione "dai giornali"

!articolo

PD inaffidabile sui diritti civili
IL VOTO UTILE E' ALLA SINISTRA


Il programma del Partito Democratico è abitato da alcuni fantasmi, che compaiono e scompaiono a seconda delle situazioni e degli interlocutori.
Ieri Veltroni ha presentato a Roma un documento che non conteneva in nessuna parte la questione dei diritti delle persone omosessuali e transessuali. Non una riga sui temi dell'omofobia e della transfobia, della lotta alle discriminazioni. Se ne sono accorti tutti i giornalisti.
L'Arcigay giustamente ha protestato, e gli abili sherpa del partito hanno assicurato che nel programma quel riferimento c'è. In realtà  quel poco che poi è magicamente comparso, liquida il tema dei diritti civili in due parole. Vedere per credere. Ora, fare l'elenco delle leggi che ci vorrebbero, quando fino a ieri in Parlamento illustri esponenti del Pd le hanno contrastate, non mi sembra un grande sforzo.
In un momento in cui vengono aggrediti persino luoghi simbolici della comunità  glbtq come il Coming Out, e dall'amministrazione comunale di Roma non arrivano segnali, non bastano i soliti buoni propositi riservati al futuro. Ci vuole credibilità  innanzitutto. Peccato che la Binetti abbia contrastato in tutta la legislatura l'approvazione delle norme antiomofobia, arrivando a votare contro la fiducia a Prodi senza che il Pd prendesse alcun provvedimento.
Il Pd riduce il tema dei diritti civili di gay lesbiche e transessuali a mera questione legislativa quando è del tutto probabile la sua collocazione per 5 anni all'opposizione. Vorremmo almeno un pò di autocritica sugli ostacoli posti da suoi rappresentanti teodem durante il periodo dell'Unione. Il programma del PD abbozza, e ci concede un generico ed ambiguo riferimento al riconoscimento dei diritti delle persone che convivono, in una formulazione ancora più arretrata rispetto a quella già pessima dei Dico, che noi della Sinistra criticammo, impegnandoci con emendamenti per una modifica radicale di quella proposta firmata Bindi-Pollastrini. Ci si può dire soddisfatti di una caritatevole citazione buttata nel mare di un programma per molte parti fotocopia di quello del Pdl?
Il programma di Veltroni conferma se non l'indifferenza certamente tutta l'ambiguità  di una forza politica che si prefigge di essere maggioritaria politicamente e culturalmente. Ci propone un neocentrismo che ha l'ambizione di mangiare la sinistra politica, e di ridurre a mera questione di coscienza questioni cruciali nella vita di milioni di donne e uomini. Il tuttismo del Pd non è garanzia di inclusione, al contrario di perdita  di un'identità  culturale e politica chiaramente di sinistra. Convivono anime opposte, quella teodem e quella pallidamente liberale, che non ha forza e riesce solo a trascinare il tema dei diritti civili dentro compromessi che sono una schifezza. Far convivere la calcellazione dell'articolo 18 alla miseria dei Dico è ridurre i diritti della persona alla logica delle compatibilità , innanzitutto quella del mercato. Se il Pd ha ormai una vocazione di centro, è necessaria una sinistra più forte, più grande, che possa condizionare lo stesso Partito Democratico. La scommessa è quella di investire nel progetto costituente di una nuova sinistra, di un soggetto di sinistra di cui siano protagonisti i corpi sociali della trasformazione.

Guardando al presente, a queste impegnative settimane di dibattito politico, innanzitutto dobbiamo ribellarci a questo bipartitismo imperante che tenta di conculcare storie, culture, opzioni politiche riducendo il tutto a una sfida a due simili che preclude larghe intese. Sul terreno della laicità  la Sinistra Arcobaleno ha di fronte a se un paio di priorità.

1) Autodeterminazione delle donne e diritti civili non possono essere considerati temi etici e perciò espunti dalla discussione e dalle scelte politiche. Pd e Pdl stanno cercando di eclissarli dalla campagna elettorale per non aprire contraddizioni al proprio interno, ma per noi, i corpi, i desideri, le scelte di autodeterminazione delle donne e degli uomini sono l'essenza della politica e ne rivendichiamo la sua primazia. E su questo ho già scritto nel mio editoriale precedente.

2) La lotta all'omofobia e alla transfobia, le battaglie di civiltà  di lesbiche, gay e transessuali, le consideriamo costitutive della Sinistra e della sua cultura politica. Sia dal punto di vista culturale che da quello normativo, non si può rispondere con proposte ambigue. Non bastano generici riconoscimenti alle persone, che poi determinano ulteriori discriminazioni o mortificano la dignità  e il valore delle relazioni affettive omosessuali, delle coppie omosessuali e lesbiche. Per costruire una cittadinanza plurima va affermato il principio dell'uguaglianza e va riconosciuto il valore sociale delle differenze.

 

IL FLAGELLO LAICO
di Paola Cortellesi

LAICO
se lo conosci lo eviti, se non lo conosci
è meglio!

Sito ufficiale di Titti De Simone Deputata nazionale del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
 
aggiornato il 23 Aprile, 2008
contatti: info@tittidesimone.it

nodoGLBTGLBTQ e SinistraEuropea

sinistraeuropea.it

vai al sito della Camera dei Deputati